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ALLE
RAGAZZE FRIGIDE
PIACCIONO I BACI SULLA BOCCA
di Gabriella Canova
Eravamo
al mare, in agosto. Mi piaceva, era un bel ragazzo. Era gentile
e affettuoso. Parlavamo di tutto insieme e lui sembrava entrare
nei miei pensieri. E poi baciava in modo divino. Avrei potuto
baciarlo per ore, in compagnia ci chiamavano i fidanzatini
perché eravamo sempre appiccicati.
Ma quando restavamo soli lui voleva fare l'amore e io ero
d'accordo in linea teorica, all'inizio ero eccitata. Lui mi
baciava e mi accarezzava e fin lì tutto bene. Poi,
a un certo punto, sembrava partire per un altro pianeta. Il
suo respiro si faceva più rapido e forte, le sue carezze
diventavano brancicamenti e il suo sguardo si velava, poi
chiudeva gli occhi e allora lo perdevo del tutto.
Avevo
come l'impressione che non gli importasse più nulla
di me, che sotto le sue mani poteva esserci chiunque, faceva
lo stesso. Sentivo il suo pube indurito sul mio. Quello era
il segnale. Possibile che una proboscidina di solito così
insignificante potesse trasformare un ragazzo timido e gentile
in un orangotan infoiato?
A questo punto per chiudere in fretta glielo prendevo fra
due dita e lo masturbavo velocemente cercando di indirizzare
lo schizzo il più lontano possibile da me. Non sopportavo
i suoi mugolii durante l'orgasmo, la sua faccia contorta ma
mi faceva tenerezza poi vedere i suoi occhi lucidi di gioia.
Ero anche invidiosa.
Perché dopo i primi istanti di eccitazione mi raffreddavo
subito? Possibile che quello di cui tanto mi parlavano le
mie amiche a me fosse precluso? Mi dicevano: «Sentirai
le campane.» Sì, buonanotte.
Lui rispettava il mio desiderio di restare vergine e quindi
cercava di soddisfarmi con la masturbazione. Peggio che andar
di notte. Prima cercava come un disperato la clitoride,
sbagliando nove tentativi su dieci, se poi la trovava cominciava
a sbatacchiarmela in qua e in là con il risultato di
irritarmi tutta la passera. Quando cominciavo a sentire un
fastidio quasi doloroso imitavo un orgasmo travolgente e chiudevo
le gambe, per fargli capire che doveva smettere.
Molte volte, all'apice del finto piacere, serrando le cosce
dicevo: «È troppo!» e lui si sentiva tutto
gratificato.
L'estate finì e con la scusa della lontananza ci lasciammo.
Il mio secondo fidanzato era sposato. Ero innamoratissima.
Lui mi diceva che non poteva lasciare la moglie perché
era molto malata e io a questo punto decisi di saltare il
fosso. Era dolce, esperto, sapeva accarezzare il mio corpo
e i preliminari con lui mi piacevano molto. Ma dopo un po'
lui sembrava dirsi: «Ok, adesso basta giocare, cominciamo
a farlo sul serio» e si ripeteva il solito rituale:
lui mi baciava più violentemente, dimenticava i miei
fianchi e le mie spalle per concentrarsi sul seno e sulla
passera e io... trak! cadevo giù nell'abisso dell'insensibilità.
La prima volta che mi penetrò dissi: «Ecco ci
siamo, ora sentirai le campane, le trombe e tutta l'orchestra
filarmonica di Vienna!» Sentii un gran male, il peso
di lui sopra. Le volte successive il dolore acuto della deflorazione
sparì ma di campane neanche l'ombra. Qualche volta
mi eccitavo di più, ansimavo, mi battevano le tempie
ma nello stesso momento in cui mi pareva di esserci... niente.
Nulla comunque in confronto a quel che sembra provi Sharon
Stone soltanto accavallando le gambe. Una mia amica mi ha
detto che riesce a raggiungere l'orgasmo unicamente stringendo
le cosce. Ci riesce persino in ufficio davanti a decine di
persone che entrano, escono, rispondono al telefono e scrivono
a macchina. Beata lei.
Quando scoprii che la moglie malata non aveva mai avuto neanche
un raffreddore lasciai l'uomo sposato. Con il mio terzo fidanzato
provai a comunicare il mio malessere ma lui, povera anima,
si avviliva un sacco e si faceva venire i sensi di colpa.
A questo punto divenni una maestra dell'arte del fingere;
so fare modulazioni di voce che neanche Mina, so avere orgasmi
romantici, intellettuali, sincopati e modello Messalina (della
serie "Non ne ho mai abbastanza!"). Lui era esaltatissimo
perché pensava di avermi risolto il problema della
frigidità. «È come se tu fossi stata vergine»
diceva. «Solo con me hai conosciuto la vera estasi.»
Un vero poeta. Lo lasciai poco dopo.
Gli uomini non ci capiscono... La parte dei contatti carnali
che mi piace di più è stare abbracciati davanti
al televisore e farsi le coccole sulla spiaggia al tramonto.
Mi piacciono i baci. Tantissimo. Se il sesso si limitasse
ai baci mi piacerebbe molto. Ma loro ti si tuffano subito
tra le gambe.
Poi ho cominciato a parlarne con delle amiche e ho scoperto
che il problema è comune. Renata mi diceva: «A
un certo punto lui parte e cambia faccia, respiro. Mi fa quasi
paura. Non so cosa mi succederà dopo. Ho l'impressione
che se gli dicessi di smettere lui potrebbe anche violentarmi.
Lo lascio fare, come se io e lui vivessimo in due dimensioni
diverse. Poi, quando ha finito ritorna a essere il mio amore.»
Tutte, indistintamente, avevano, almeno una volta, finto di
avere l'orgasmo. Patrizia mi raccontò: «La mia
situazione non è poi così tragica, ma mi capita
una cosa strana: mi eccito molto, mi sembra quasi troppo.
Quando lui stantuffa mi manca il respiro, sento un gran calore,
lui dice che mi bagno moltissimo, ma non arrivo all'orgasmo.
Resto lì sospesa un attimo prima di venire... avvilente.
Quando lui arriva all'acme mi sento come una che ha perso
l'ennesima occasione di entrare nel nirvana.»
Beh, mal comune mezzo gaudio. Ho parlato spesso con le amiche,
cercando di capire, confrontando le nostre esperienze scoprendo
così che anche la frigidità è un problema
che ha diverse sfaccettature. Paura, noia, tempi di eccitamento
diversi tra maschi e femmine, mancanza della capacità
di abbandono, poca dimestichezza del proprio corpo.
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Anna
mi disse: «Ci sono delle volte in cui, proprio nel
momento dell'orgasmo, mi scappa la pipì, allora
per non fare brutta figura mi trattengo e questo mi fa
tornare razionale. Ho scoperto anni dopo che le donne
eiaculano, proprio come gli uomini, dall'uretra un liquido
molto simile allo sperma (senza spermatozoi ovviamente).
Chissà se Anna lo ha saputo. |
Alle ragazze frigide piacciono i baci
sulla bocca Come
si sciolgono le donne di ghiaccio
Le fredde che
amano il sesso Ma
ti fa proprio ribrezzo?
Come raggiungere
l'orgasmo in 22 giorni Lasciare
che la mente se ne vada via Toccare
i vertici del climax interplanetario
Le
carezze che mandano in estasi le donne
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