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LE
FREDDE CHE AMANO IL SESSO
Generalmente
si considerano tre tipi di frigidità.
1 - Si riesce a raggiungere l'orgasmo masturbandosi ma non
in un rapporto sessuale.
2 - Si riesce a raggiungere l'orgasmo in un rapporto sessuale
ma solo raramente.
3 - Non si mai raggiunto l'orgasmo né attraverso la
masturbazione né durante un rapporto sessuale.
Questa divisione non è del tutto soddisfacente. Infatti
è basata su una definizione meccanica dell'orgasmo.
Ci sono, infatti, molte donne che non provano un orgasmo classico
ma gioiscono comunque del rapporto sessuale, lo desiderano
e dopo sono completamente soddisfatte.
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Si
tratta di donne che riescono, attraverso il sesso, a raggiungere
un abbandono profondo. Questo rilassamento cresce via via fino
a procurare uno stato di piacere morbido e diffuso. Si tratta
di un piacere simile a quello che si ottiene con la meditazione
e lo yoga. Viene definito "orgasmo di valle" e ne
parleremo ampiamente nel capitolo sull'amore tantrico. Per adesso
ci interessa solo dire che per donne che vivono questo tipo
di sensazione non si può parlare di vera e propria frigidità.
Eccovi ad esempio una lettera alla quale ho risposto su un settimanale
femminile. "Cara Gioia, scrivo non tanto per avere un consiglio,
quanto perché cerco una risposta ad una domanda che col
passare del tempo comincia a preoccuparmi: è possibile
fingere l'orgasmo per tutta una vita senza che il partner se
ne accorga mai? Ho un fidanzato con cui ho da poco cominciato
a convivere avendo in prospettiva il matrimonio. Non è
il mio primo uomo perchè non sono più una ragazzina:
a maggio avrò 34 anni. Ma è quello che mi ha fatto
venire voglia di mettere su casa e pensare a un figlio. Insomma,
ne sono innamorata. |
Lui
è un uomo gentile, appena sopra i 40 e molto gradevole di
aspetto, ogni mese mi manda una rosa il giorno 12 perché
ci siamo conosciuti il 12 di luglio. Quando passo il week end da
sola perchè lui è con i due figli (divorziato) si
fa perdonare tornando con dei regali piccoli ma sorprendenti. Insomma,
è un uomo amabile e affettuoso, molto tenero nell'intimità
e che dà molta importanza al sesso.
Ebbene, anche con lui, come con gli altri uomini che ho avuto in
passato e che erano assai meno delicati e attenti, non riesco ad
arrivare all'orgasmo. Eppure non amo definirmi frigida perché,
anche se non raggiungo quell'acme di cui leggo ogni tanto negli
articoli sulla sessualità (in effetti non so come sia, non
ho amiche così intime da consultare sull'argomento), trovo
gratificante e piacevole fare l'amore.
Spesso e anche a lungo, come massima espressione di vicinanza. Dunque
non è quello il problema. Il punto è che questa mia,
diciamo, anomalia non l'ho mai rivelata a nessuno dei miei partner;
nemmeno all'uomo con cui vivo e che penso di sposare.
L'orgasmo ho sempre finto di averlo, ma mai nessuno mi ha detto:
«C'è qualcosa che non va, mi sembri strana.»
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Delle
due l'una: o nessuno si mai accorto di nulla, oppure ha
preferito passare la cosa sotto silenzio. Se non fossi
innamorata, non mi preoccuperei più di tanto, ma
adesso che ho dei progetti per il futuro mi sembra strano
che l'uomo della mia vita non dica una parola. Ogni volta
mi chiede com'è andata, dunque vuol dire che ci
tiene. |
Ma allora, siccome è attento a tantissime piccole cose,
com'è possibile che non si avveda della mia finzione?
Che ci sia uno strano gioco delle parti?
Questa domanda mi gira in testa da qualche settimana e una sera
ho preso il coraggio a due mani e ho provato ad affrontare il problema.
A letto ho scelto di non fingere nulla. Non è andata male
per me, dato che amo le coccole, anche se ero un po' tesa. Ma lui
ha reagito in modo disorientato: sulle prime ha tentato di farmi
dire in che cosa aveva sbagliato e io non me la sono sentita di
affondare il coltello nella piaga. Gli ho detto la verità,
cio che era andata come sempre. Ma non ho aggiunto: senza orgasmo.
Ho detto invece che ero preoccupata per un problema d'ufficio. La
prima volta che mi è capitato di far finta di essere in paradiso
ero molto giovane e non sapevo bene quali fossero le sensazioni
canoniche che decretavano l'arrivo al massimo piacere.
Desideravo soprattutto tenerezza, volevo stare in sintonia con il
mio innamorato, che sessualmente era alle prime armi come me, essendo
l'uno per l'altra il primo amore, e perciò anticipavo senza
troppi pensieri un minimo di rappresentazione dell'arrivo alla vetta.
Lui era contento di come facevamo all'amore e, onestamente, anch'io.
È stato solo dopo qualche anno che ho cominciato a chiedermi
se così facendo non mi perdevo qualcosa e a non essere più
così soddisfatta che i miei partner non si accorgessero di
nulla.
Nemmeno mi dicevano grazie, essendo convinti di ripagarmi in modo
favoloso. Mai nessuno ha posto una domanda. Forse dovrei cercare
di risolvere il problema alla radice, magari andando a parlare con
un sessuologo, dopo aver fatto un discorso chiaro al mio fidanzato.
Può darsi che non ci sia alternativa e la faccenda debba
porsi in queste termini, ma mi secca anche solo l'idea di andar
dal medico per questo. Possibile che non si possa riuscire da soli?
Per star bene, mi basterebbe poco: che fosse esplicito fra noi due
che la cosa va così, e non c'è niente di grave in
questo. Tirerei il fiato. Certo, meglio ancora sarebbe che il mio
uomo, una notte mi dicesse: «Anna, rilassati, proviamo a salire
ancora un po', la cima è vicina.»
Onestamente non mi dispiacerebbe vedere come si sta una volta arrivati
al famoso paradiso. Risposta: "L'unico problema che vedo è
la simulazione, che difatti lei segnala con disagio. Lei, Anna,
non è frigida, per lo meno non in senso psicologico; semplicemente
ha una diversa percezione del sesso. La accetti considerandola una
ricchezza e la comunichi al partner per fare un cammino insieme
a lui. Non faccia l'errore, diffusissimo, di credere che se lui
l'ama veramente deve per forza capirla in tutto: viviamo in uno
stato di bassa percezione. E poi, anche gli uomini hanno i loro
problemi (esiste una frigidità maschile che non viene mai
raccontata) e molti maschi, pur avendo normali erezioni ed eiaculazioni,
conoscono solo bassi livelli di piacere.
Inoltre c'è una grande differenza di linguaggio fra l'uomo
e la donna e nel sesso la sintonia si crea comunicandosi i propri
desideri. Questa sì che è vera trasgressione, no fare
il sesso in ascensore o appesi al lampadario. Dunque, impari a conoscere
il suo corpo e i suoi desideri e comunichi al suo uomo cosa le fa
piacere: può anche essere una grattatina alla schiena o una
carezza sui capelli. E non si preoccupi: non esiste solo l'orgasmo
come esplosione di piacere, come cioccolatino parossistico. C'è
anche un modo di fare all'amore lento e con una grande attenzione
e affettuosità reciproche, respirando a fondo e ampiamente;
questo porta alla sintonizzazione delle onde cerebrali e a un piacere
molto intenso."
Ovviamente se una donna riesce anche a raggiungere l'acme del piacere
meglio (e vedremo come si può fare). Nella classificazione
corrente della frigidità non viene poi considerata la profondità
del piacere. Esistono donne che arrivano tecnicamente all'orgasmo
(cioè hanno spasmi di piacere e dilatazione delle pupille,
arrossamento delle guance, contrazioni involontarie della vagina
e delle dita dei piedi, ecc.) ma provano soltanto un piacere annacquato,
debole e breve, che le lascia totalmente insoddisfatte.
Spesso queste fanciulle hanno, dopo il rapporto sessuale, momenti
di depressione e irritabilità (invece di stare a cullarsi
nella fase di piacevole abbandono post-orgasmica). Infine, tra le
donne non frigide, alcune hanno qualche difficoltà. Riescono
ad avere un orgasmo durante un rapporto sessuale ma soltanto con
alcune tecniche e non con altre, ad esempio godono solamente se
si accarezzano da sole durante la penetrazione, oppure non vengono
mai durante la penetrazione, che trovano fastidiosa, però
gradiscono altre stimolazioni. Ci sono donne che sperimentano l'orgasmo
clitorideo ma non quello vaginale, o viceversa, altre trovano soddisfazione
solo nella penetrazione anale.
Ma questi sono piccoli problemi. L'importante è trarre piacere
dal sesso e godere dell'armonia tra due amanti. Come questo succede
è secondario, anche se può essere interessante allargare
le proprie capacità di provare piacere, sia diversificandole
che facendole crescere: allargando lo spettro delle sensazioni che
il nostro corpo percepisce.
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