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MA
TI FA PROPRIO RIBREZZO?
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| Se
per voi la frigidità è un problema e volete
superarla è importante che sappiate quanto incide
nella vostra difficoltà il disgusto per il sesso.
Se ti fa impressione solo a pensarci sarà difficile
arrivare all'orgasmo multiplo totale galattico e diventare
mega-super-seduttrice senza stemperare questa avversione
psicologica. |
In
primo luogo è importante rendersi conto che non è
un tuo problema individuale. Tutti gli esseri umani vivono
il sesso in modo un po' innaturale, spaventato. Tutti abbiamo
inibizioni, timidezza, difficoltà. E non è neanche
un male, anzi può dare più emozione.
| Se
consideriamo normale aderire completamente a quel che detta
l'istinto, dobbiamo concludere che nessuno di noi è normale
dal punto di vista della natura. I nostri comportamenti sono
una strana miscela di istinti naturali deformati dall'educazione
e dai costumi sessuali vigenti. I nostri nonni si eccitavano
per i busti pieni di allacciature, i nostri padri amavano i
reggicalze, noi guardiamo con cupidigia le calze autoreggenti,
i nostri figli impazziranno per i collant. Rembrandt smaniava
per le cosce cellulitiche e le caviglie imponenti di fanciulle
rigorosamente rosa. Oggi Naomi Campbell è giudicata dai
più la donna più bella del mondo. |
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Uno
scimpanzé, in nessun caso, capirebbe simili distinzioni.
Lui segue totalmente l'istinto genetico, per lui conta soltanto
l'intensità olfattiva determinata dalle secrezioni di ferormoni.
Di una scimmia con gli slip sollevachiappe non saprebbe che farsene.
Quindi, se tu trovi disgustoso il sesso non preoccuparti troppo,
si tratta di una deviazione del desiderio istintivo ma sei in buona
compagnia. La normalità non esiste. E non è neanche
colpa tua se le cose stanno così.
Questo modo negativo di vedere il sesso ti è stato trasmesso
da persone che già ne soffrivano ed è stato rafforzato
dalle esperienze negative che ti sono capitate. Tutti dobbiamo fare
i conti con questo ostacolo e dal suo superamento dipende la crescita
del nostro abbandono e del piacere che ne deriva.
Negli anni '70 uscì un libro che fece epoca: Dalla parte
delle bambine di Elena Giannini Bellotti, Ed. Feltrinelli (è
stato recentemente ristampato). Descriveva come, soprattutto nelle
femmine, venisse costruita un'idea distorta e spregevole del sesso
in generale e di quello femminile in particolare. Quella cosa innominata,
che non si deve toccare, esibire, guardare, che è sporca,
fonte di malattie... Attraverso mille modi, nominando o non nominando,
toccando in modo veloce o imbarazzato o non toccando per niente,
viene costruita dai genitori nel bambino una sensazione diversa
intorno alla sessualità. Quest'atteggiamento trova poi conferma
in quello della società. I bambini vedono la tv, i film,
ascoltano i discorsi e le battutine degli adulti, sentono i silenzi,
i discorsi interrotti al loro arrivo, capiscono che c'è qualche
cosa di strano, di morboso, annusano il pericolo.
Questa negatività di base ce la ritroviamo tutti annidata
da qualche parte nel cervello. Genitori particolarmente ossessionati
e, a volte, episodi di violenza, possono poi creare situazioni di
particolare disagio nel vivere il sesso. La via per sciogliere l'inibizione
sessuale è sempre e comunque quella di stabilire un dialogo
sincero con sé stessi. Avere il coraggio di guardare le proprie
paure.
Bisogna richiamare alla mente ciò che ci dà fastidio
e osservare come vediamo le cose.
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Ad
esempio se il sesso maschile ti fa senso, cerca di guardare
come la sua immagine ti appare nei pensieri. Com'è fatto?
Che colore ha? Lo ricordi mentre tu lo stai guardando? Lo stai
toccando? Ascolta quali sensazioni di ansia o di disgusto percepisci.
Come sono queste sensazioni? Prova a modificare il ricordo.
Prova a rendere l'immagine più lontana, più vicina,
più luminosa, più colorata. Riesci a pensare a
quel coso come a una realtà gradevole? Come lo vedi se
lo immagini tenero e inoffensivo? Se impari a guardare come
sono i tuoi pensieri fastidiosi, se giochi a modificarli, impari
a maneggiarli questo toglie forza alle sensazioni negative,
perché osservando la forma della tua fobia, le dai una
misura, impari a conoscerla. |
Alla
prima occasione sarà poi il caso di rifare l'esperimento
con un pisello
vero. Guardalo, osservalo, cerca di notare quali particolari
non avevi notato. Questa ginnastica mentale farà perdere
alla tua fobia il connotato più potente: il suo essere avvolta
nel mistero, sconosciuta, indefinita. Se riuscirai a vederla, descriverla,
circoscriverla, darle una dimensione reale, osservabile, le toglierai
gran parte delle sua capacità di influenzarti contro la tua
volontà.
Se una fobia cessa di essere inconscia e diventa conscia perde il
suo potere. La risoluzione preliminare che devi intraprendere è
però un giudizio generale sul sesso. Il piacere è
o non è un miracolo magico e meraviglioso, frutto della magnificenza
della vita?
È
o non è un tuo sacro diritto naturale unirti fisicamente
a un altro essere umano e sperimentare la perdita di coscienza
razionale che accompagna l'orgasmo e che vi fa entrare, insieme,
in una dimensione, in uno stato di coscienza più vasto
e spirituale?
Uno stato di coscienza dove irrazionalmente percepiamo la vastità
misteriosa della vita che ci permea e trascende la realtà
meccanica, trasformando un bailamme caotico di atomi e particelle
subatomiche in una meraviglia di cieli, tramonti, montagne,
tuoni, lampi, creature, parole e sorrisi, labbra e corpi palpitanti
e misteriosi desideri. Se è così allora basta!
Scrollati di dosso la corazza di inibizioni che ti hanno ormai
condizionato a sufficienza. Sai tutto di loro. Abbandonati al
piacere. Hai soltanto le catene da perdere, tutto il piacere
dell'universo da guadagnare. |
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