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LA
CULTURA DEL PIACERE
CONTRO LA VIOLENZA
Chiunque,
come qualunque mammifero, ha meccanismi istintivi che
bloccano la violenza quando l'avversario si arrende.
I lupi che si battono smettono di attaccare se il perdente
si prostra offrendo ai colpi la vena giugulare (cioè
la gola) o il ventre.
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Solo
se tenuti in gabbia gli animali possono uccidersi
tra loro e non fermarsi davanti ai segnali di resa.
Questo avviene perché la prigionia li fa
impazzire e non sentono più gli ordini del
loro istinto.
Un uomo deve superare una barriera istintiva fortissima
per continuare a infierire su una persona che si
arrende. Deve essere capace di diventare sordo per
non sentire la sofferenza della vittima. Ma per
non sentire il male che procura deve chiudersi alla
percezione del dolore fisico e mentale della vittima,
deve non sentire la compassione che il viso della
vittima provoca naturalmente dentro di lui. Deve
superare il rispetto istintivo verso la femmina
e quell'istinto paterno che induce tutte le specie
animali a sentire tenerezza per i cuccioli... tanto
che, è noto, persino i lupi arrivano ad adottare
bambini molti piccoli.
In una tale situazione di chiusura percettiva e
di tensione come si può pensare che uno stupratore
senta piacere? Le sensazioni che prova sono solo
una scarica di adrenalina e di endorfina, il piacere
della paura che egli stesso prova mischiata col
senso di rivalsa, il dominio, la vittoria. |
Tutti piaceri effimeri e insoddisfacenti che innescano
spirali di violenza in crescendo via via che in questi
criminali cresce la nevrosi ossessiva, la paranoia di
non riuscire mai a sentirsi appagati, sazi, in pace
con se stessi e col mondo, in comunione con un altro
essere umano. Insomma una vita di merda (l'inferno per
i malvagi è qui. Sulla terra).
Piacere
psicologico e violenza
Capendo l'esistenza di questo meccanismo, nel quale
la violenza diventa una vera e propria droga, possiamo
spiegarci il comportamento dei criminali. Essi hanno
realmente poche possibilità di rendersi conto
di quello che stanno facendo e interrompere il loro
ciclo mostruoso di violenza.
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Anche
qualora capiscano l'orrore di ciò che stanno
commettendo la spinta ad andare avanti è
troppo forte... È lo stesso meccanismo che
induce il tossicomane a cercare la droga a tutti
i costi. Certo qui bisognerebbe aprire un lungo
capitolo sul rapporto tra droghe pesanti, violenza,
gusto della depravazione e desiderio autodistruttivo.
Non è questo il luogo. |
Però anche se non possiamo qui esaurire il discorso
voglio dire che credo che la lotta per la prevenzione
della violenza (e della tossicodipendenza) debba passare
necessariamente per una campagna di informazione, fin
dalla scuola, sulla reale natura dell'orgasmo e del
piacere.
Sono convinto che una persona che sperimenti frequentemente
un pieno orgasmo fisico, emotivamente e sentimentalmente
coinvolgente, non abbia interesse a forme di piacere
drogate.
Anche
il tuo uomo simula l'orgasmo?
Gli antichi Romani non godevano
mai? Frigidità
maschile, endorfine e violenza
La cultura del piacere contro
la violenza
Il piacere profondo, l'amore e l'ascolto
Perché
è un segreto tanto terribile
Il
70% degli uomini soffre di eiaculazione precoce prima
dei 40 anni Come
ritrovare il piacere selvaggio L'incapacità
eiaculatoria è tutta un'altra cosa
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